<![CDATA[LABELLAAVVENTURA.COM - Consigli generali]]>Sun, 22 Sep 2019 05:35:26 +0200Weebly<![CDATA[Viaggiare (sopravvivere?) con i bambini - le mie 10 regole d'oro]]>Sun, 04 Aug 2019 19:48:58 GMThttp://labellaavventura.com/consigli-generali/viaggiare-con-i-bambini-le-10-regole-doroHo voluto iniziare questa sezione scrivendo un piccolo vademecum indirizzato a tutte quelle che, come me, si trovano a dover/voler partire con un bambino relativamente piccolo. Ovviamente possono essere adattati a proprio piacimento e mi farebbe piacere sentire la vostra opinione.

Cominciamo:
  1. Viaggiate leggere – limitate tutto al minimo indispensabile. Partite dal presupposto che qualsiasi cosa potrà essere acquistata sul posto (in particolare penso ai pannolini ed ai prodotti da bagno). Preferite uno zaino alla valigia (io ho un Osprey Fairview), vi obbligherà a razionalizzare e vi consentirà di tenere le mani libere e di spingere il passeggino senza dovervi trascinare dietro un trolley. Portate pochi vestiti, soprattutto se viaggiate in un paese caldo: i vostri figli saranno sporchi dopo cinque minuti, tanto vale soprassedere … siete in vacanza, rilassatevi (e poi potrete sempre lavare).
  2. Organizzate un bagaglio a mano funzionale – stessa regola che per il bagaglio principale, razionalizzate e restate leggere. Una piccola tracolla per voi e uno zainetto per il bambino. Non caricatevi di giocattoli all’inverosimile, li guarderanno poco e niente. Portatevi qualche libro (consiglio vivamente gli “Albumini”) e quaderno per colorare, caricate qualche cartone sul vostro telefono e STOP. In aeroporto comprate dell’acqua e qualche snack, vi aiuteranno a sopravvivere in situazioni estreme. 
  3. Calcolate bene i tempi – fate in modo di non dover correre ma non arrivate neanche in aeroporto con ore e ore di anticipo. Il tempo passato al terminal va considerato come parte integrante del viaggio in quanto i bambini tenderanno a stancarsi.
  4. Fateli mangiare prima di salire sull’aereo – salvo eccezioni, difficilmente mangeranno quanto proposto in volo. Vi ritroverete incastrate sul sedile, senza potervi muovere e con dei vassoi di cibo pasticciato in bilico da qualche parte. Sfamateli prima di salire e rifiutate il pasto (parlo per esperienza diretta....).
  5. Passeggino – credo che, soprattutto se parliamo di passeggini trasportabili a bordo (io ho un Babyzen Yoyo), valga la pena portarselo dietro. Potrete usarlo per imporre a un bambino in fase “capricci” di proseguire o, nel caso di voli lunghi e/o con partenze/arrivi in notturna, il bambino potrà immediatamente riposare una volta scesi dall'aereo e non dovrete portarlo in braccio.
    Anche a destinazione il passeggino vi tornerà utile, soprattutto se la meta scelta sarà una città: mia figlia ha una buona resistenza ma ogni tanto cede ancora e a quel punto il passeggino diventa un aiuto indispensabile. 
    Se però il vostro mezzo è pesante ed ingombrante può valere la pena comprarne uno leggero da utilizzare per i viaggi (ce ne sono di molto economici). Spingere un trio pesantissimo per i vicoli di una città vecchia potrebbe trasformarsi in un incubo.
    Una buona alternativa è ovviamente il marsupio ma questo dipende dalla grandezza del bambino e dalla vostra resistenza fisica (io non ci riesco più da quando mia figlia aveva un anno e mezzo, ho provato anche ad acquistare un Tula Toddler ma niente da fare, la mia schiena chiede pietà dopo cinque minuti).
  6. Trasporti – nel caso di arrivi in tarda serata valutate con il vostro hotel la possibilità di organizzare un transfer privato. Sarete stanche e, così facendo, non dovrete impazzire per trovare un mezzo. Prima di partire informatevi inoltre sui mezzi di trasporto disponibili per girare la vostra destinazione e date un’occhiata ad una cartina così da avere un minimo di senso dell’orientamento.
  7. Cibo – i bambini ci sorprendono sempre, non abbiate limiti nel fargli provare nuovi sapori e, soprattutto, non rinunciate a partire per il timore che non mangino nulla. Troveranno sempre qualcosa di gradito e, male che vada, un po’ di pane, riso in bianco e frutta li troverete ovunque. Inoltre, come si diceva una volta, state pur certe che quando avranno davvero fame mangeranno anche i sassi. Non è mai morto nessuno per due settimane di alimentazione sregolata.
  8. Abbandonate la tabella di marcia – studiate la vostra destinazione, informatevi e leggete una guida ma non riempite le giornate all’inverosimile, lasciate spazio agli imprevisti (belli o brutti che siano). Potreste dover rallentare per gestire un capriccio oppure “perdere” un’ora a guardare una bancarella. Nel caso di un viaggio a tappe non sovraccaricate, piuttosto tralasciate un posto ma prendetevi il tempo di fare le cose con calma (io su questo punto ho dovuto imparare parecchio, chi mi conosce lo sa).
    Dall’altro lato, non fatevi condizionare da orari di pisolini e pasti e non fatevi limitare dalle condizioni igieniche o logistiche (potete cambiare un pannolino anche in mezzo alla strada, chi se ne frega). 
  9. Coinvolgeteli – i bambini sono curiosi per natura. Resteranno affascinati dalle novità e vi faranno apprezzare anche cose che, da sole, non avreste notato. Cercate di coinvolgerli, mostrategli le cose, scattate fotografie. Alternate attività per adulti con momenti di svago e anche se vi sembrano troppo piccoli per un museo o una certa attività provateci, male che vada potrete sempre uscire. Vi stupirete inoltre di quanti sorrisi riceverete e delle porte che vi verranno aperte. Una mamma sola con un bambino è sempre fonte di attenzioni e le persone si faranno in quattro per darvi una mano e farvi sentire ben accolte.
  10. Parola d’ordine: relax – restate calme perché tanto non cambia nulla, anzi, più vi agitate più i marmocchi sentiranno il nervosismo e si comporteranno peggio. Fregatevene di quello che pensano gli altri e andate dritte per la vostra strada.
    Ammetto che io su quest’ultimo punto personalmente devo ancora lavorare parecchio, ho la tendenza a gridare come un'aquila quando divento nervosa ... .

A questi 10 consigli ne aggiungo un altro, forse più scontato.  Ognuno di noi è diverso e deve scegliere il tipo di viaggio che più gli si addice. Non é obbligatorio fare il giro del mondo se non vi é mai interessato, va benissimo anche un hotel sulla spiaggia, purché sia quello che realmente vi rende felici.
Il messaggio che voglio passare è unicamente quello di non farvi frenare dalla paura e di non rinunciare a fare quello che vi interessa (o che vi sarebbe sempre piaciuto fare) solo perché la propria situazione personale è cambiata.
Sì, è vero, siamo sole. Ma questo non vuol dire che non siamo in grado.
Sì, è vero, è faticoso. Ma vedrete che poi sarete orgogliose di voi stesse.

Iniziate eventualmente con una meta vicina e con un viaggio di pochi giorni, mettetevi alla prova.
Con un po’ di organizzazione e di voglia di scoprire verrete ripagate da tantissime emozioni e il rapporto con i vostri figli si intensificherà ancora di più.

Mi raccomando, lasciate un commento!

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