<![CDATA[LABELLAAVVENTURA.COM - Long week-end]]>Sun, 22 Sep 2019 05:49:35 +0200Weebly<![CDATA[Tunisi: 7/10 giugno 2019, la nostra prima Bella Avventura]]>Sun, 04 Aug 2019 19:57:21 GMThttp://labellaavventura.com/long-week-end/tunisi-7-10-giugno-2019-la-nostra-prima-bella-avventuraFoto
Dopo circa due mesi dagli eventi che hanno cambiato la mia vita ho deciso che fosse giunta l’ora di mettermi alla prova, di provare a partire da sola con la mia piccola peste (anche per fare un test in vista del famoso progetto di vita …).
A fine aprile lessi un post su Facebook di una nota giornalista/opinionista italiana (@Selvaggialucarelli) che decantava le bellezze della capitale tunisina: vicina, economica, affascinante. Le foto abbinate erano davvero invitanti e mi sono detta: perché non iniziare con qualcosa di breve e di vicino? Presto detto, presto fatto! 

Volo: ho scelto di volare con Tunisair (200 EUR a/r per persona). Non essendoci compagnie low cost lungo la tratta mi é sembrata la scelta più logica. Una volta effettuata la prenotazione ho però iniziato a leggere recensioni ed informazioni poco lusinghiere relativamente alla compagnia di bandiera tunisina. I viaggiatori parlavano di ritardi, voli cancellati e overbooking all’ordine del giorno. Ho iniziato a preoccuparmi ma,  positiva per natura, ho continuato a pensare che il nostro volo avrebbe fatto eccezione.
E invece no…una settimana prima della partenza la compagnia mi informa tramite email che il nostro volo è stato cancellato e che siamo state gentilmente spostate su quello precedente. Faccio il log-in sul sito per verificare il tutto e mi accorgo che anche il volo di ritorno è stato annullato e siamo state piazzate su quello della sera.
Ok, un bel respiro. Mi prendo un giorno di ferie e cerco di guardare il lato positivo: avremo più tempo per stare in città (ma non nascondo che ho cominciato a sentirmi ansiosa ed a condividere le mie preoccupazioni annoiando colleghi ed amici).
Arriva il giorno della partenza e tutto fila liscio, nel primo pomeriggio atterriamo a Tunisi ma parlando con gli altri passeggeri intuisco che abbiamo avuto solo una gran botta di fortuna.
La nostra buona stella ci abbandonerà infatti il giorno del rientro quando il volo partirà con tre ore di ritardo facendoci atterrare a Milano Malpensa a notte inoltrata (il tutto contornato da informazioni carenti e incertezza fino al momento dell’imbarco).
Riassumendo…se i prezzi dovessero risultare accettabili, non rischiate: scegliete un altro operatore.


Trasporti: i taxi sono molto economici (come tutto nel paese). Tenete però presente che il Dinaro tunisino non è esportabile e pertanto va cambiato in loco una volta atterrati (nel caso ricordatevi anche di cambiare nuovamente eventuali contanti avanzati prima di tornare a casa). Le vetture sono di colore giallo e vanno fermate direttamente per strada. I tassisti attivano sempre il tassametro e non si aspettano la mancia (é buona educazione arrotondare per eccesso al Dinaro successivo). In città esiste anche una rete di tram ma, tenendo conto del fatto che molte attrazioni sono raggiungibili a piedi, personalmente non ne ho mai usufruito. Per farvi un esempio concreto delle tariffe, una corsa dal centro di Tunisi al paesino di Sidi Bou Said che dista circa 20 minuti costa meno di 30 Dinari (10 EUR). I costi salgono leggermente in caso di prenotazione del veicolo.
Per il trasferimento dall’aeroporto al centro città avevo invece predisposto il servizio transfer con il nostro hotel (
50 Dinari).
Il gentilissimo Sig.Adel (che scopro poi essere il padre della proprietaria) ci ha accolte agli arrivi e accompagnate al nostro alloggio. Durante il tragitto ha raccontato qualche aneddoto sulla città e ci ha mostrato alcuni punti di interesse tra i quali il bellissimo acquedotto di epoca romana. La periferia di Tunisi mi ha ricordato quella di molte altre città del bacino mediterraneo. La città è quasi interamente imbiancata a calce per ridurre l’effetto del sole (al nostro arrivo 35°, fortunatamente senza umidità). Lungo il tragitto dall’aeroporto siamo passati per alcuni quartieri eleganti e per la città universitaria dove spicca l’avveniristica costruzione della facoltà di ingegneria con la sua torre attorcigliata che altro non é che un minareto (scienza e religione che si fondono?!?).


Hotel: ho prenotato tramite booking.com (210 EUR tre notti) la struttura “El Patio Courtyard House” (
https://www.elpatio-tunis.com​) e mai scelta fu più azzeccata. L’hotel è un dar, una casa tipica della medina. La dimora è stata sapientemente ristrutturata ed arredata con immenso gusto. La proprietaria, Khaoula, è una giovane designer d’interni ed il suo tocco si vede: ogni pezzo d’arredamento è stato scelto con estrema cura.
L’albergo, classico boutique hotel, dispone di tre camere doppie (eleganti e dotate di ogni comfort, bagno moderno e funzionale, pulizia impeccabile). La colazione (continentale, prodotti freschi) viene servita nello splendido patio dove volendo si può anche cenare (avvisando con almeno 24 ore di anticipo). Personalmente ho scelto di sfruttare questa possibilità ed abbiamo così gustato tre ottime cene tipiche (preparate direttamente da Khaoula e da sua nonna), abbondanti, gustose, e ad un prezzo irrisorio (
40 Dinari in due per pasto). Anche mia figlia ha apprezzato notevolmente, in particolare i brik (involtini di pasta filo farciti con tonno, uova e formaggio) ed il pesce speziato al forno. Devo fare un'unica osservazione, l’hotel si trova in una zona leggermente discostata dalle vie più turistiche e, i tunisini stessi, vi diranno di fare attenzione. Personalmente non mi sono mai sentita minacciata ma non vi so dire come potrebbe essere la situazione nelle ore serali.

Cosa vedere:
  • La medina – la medina è la città antica. Dicono che quella di Tunisi sia una delle più belle e meglio conservate del Mediterraneo ma, non avendo visitato altre città del Maghreb, non posso fare un vero paragone. In ogni caso l’ho trovata davvero affascinante.
    È un luogo incantevole, fatto di vicoli tortuosi dove è bello perdersi e dove ad ogni angolo si trova uno scorcio che merita una fotografia. Una particolarità sono i portoni di legno decorati: nei tempi passati veniva data estrema importanza alla porta che era il biglietto da visita della casa in quanto era l’unico elemento visibile dall’esterno. Ce ne sono di azzurri, di blu, di gialli e sono tutti bellissimi.
     Un altro elemento affascinante delle costruzioni sono le “ganarie”, balconi di legno coperti che consentivano alle donne di scrutare la strada senza essere viste dall’esterno.
    Percorrete le strade del suk senza una meta precisa, da piazza della Kasbhah (Place du Governe) fino a Bab El Bahar, la Porte de France (basta procedere in discesa, da qualche parte sbucherete). Fate acquisti, fatevi “fregare” per salire sulle terrazze panoramiche (@PanoramaMedina), provate lo street food, annusate le essenze ed inoltratevi nelle vie commerciali meno turistiche dove vi sembrerà di essere capitati in un nostro mercato rionale in salsa araba. Tutto questo senza paura, con curiosità, un bel sorriso e niente più che i piccoli accorgimenti che usereste in qualsiasi altra grande città.
  • La moschea Zitouna (moschea dell’ulivo) – l'interno della moschea non può essere visitato in quanto l’accesso è consentito solo ai fedeli mussulmani. Si può però accedere al cortile (non il venerdì), con abbigliamento adeguato (capo, braccia e gambe coperte).
    Vale la pena soffermarsi qualche attimo in questo luogo, la pace ed il silenzio sono incredibili e, anche da un punto di vista architettonico, la moschea è veramente bella. Sveva si è divertita un mondo a rincorrere i piccioni (e a giocare con le fontane per le abluzioni) ed io ho potuto godermi in tutta tranquillità la serenità del luogo.
  • Avenue Bourguiba e Place 14 Janvier – dalla Porte de France parte questo lungo viale alberato dove l’influenza coloniale francese è ben visibile. Ai suoi lati vi sono numerosi caffè dove sorseggiare una spremuta di fragola o un thé nero con i pinoli (buonissimo!).
    Da un punto di vista architettonico potrete ammirare il teatro municipale e la cattedrale di San Vincenzo de Paoli. A me ha ricordato un po’ Buenos Aires, alcuni scorci li ho trovati simili all’Avenida 9 de Julio e al quartiere della Recoleta (che effettivamente gli argentini chiamano “la piccola Parigi”). Il viale termina in Place 14 Janvier (Piazza dell’orologio). Trovo che sia interessante e piacevole fare una passeggiata lungo questa strada in modo da avere un colpo d’occhio sulla città nuova.
  • Sidi Bou Said – questo paesino non ha bisogno di molte presentazioni. Si trova a venti minuti di taxi dalla capitale ed è un piccolo gioiello, giustamente pubblicizzato su tutti i cataloghi della Tunisia. Strade acciottolate, case bianche e blu, il tutto arroccato sul pendio di una montagna con vista sul mare. Fatevi lasciare dal taxi nel punto più alto, perdetevi un po’ per le sue strade, pranzate in uno dei tanti caffè con vista (noi abbiamo optato per il Cafè des Delices, ottima vista, cibo senza infamia e senza lode) e poi iniziate la discesa lungo la strada che porta al mare. Abbiamo anche passato un paio d’ore sulla piccola spiaggia ma questo è stato forse il momento meno piacevole, l’ho trovata infatti molto sporca (ma mia figlia ormai voleva fermarsi…). Peccato, sarebbe un posto da valorizzare e da promuovere.
  • La Marsa – quartiere elegante ad un quarto d’ora di taxi dal centro.  La moschea è architettonicamente molto bella (purtroppo visibile solo dall’esterno). Abbiamo trascorso un paio d’ore gironzolando tra il mercato centrale (piccolo ma “autentico”) e la lunga spiaggia. In seguito abbiamo fatto una passeggiata a piedi per il quartiere, ammirando delle bellissime ville bianche ricoperte di bouganville, fino al ristorante Le Golfe (legolfe.net), di alto livello, direttamente sulla spiaggia e arredato con gusto. Abbiamo pranzato con pesce fresco e speso, per la tipologia di locale, un prezzo che in Europa potremmo solo sognare (124 Dinari, circa 40 EUR in due).
  • Museo del Bardo e siti archeologici di Cartagine – queste sono due delle attrazioni più famose di Tunisi. Entrambe si trovano fuori dal centro e vanno raggiunte con un taxi. Purtroppo non le ho potute visitare e non posso dare un parere diretto ma vanno sicuramente citate nella lista delle cose da non perdere in città. Il Museo (tristemente noto per gli attentati del 2015) conserva una delle più belle collezioni di mosaici di epoca romana (programmate la visita … non fate come me, il lunedì è chiuso!). Il sito archeologico invece non l’ho visitato per scelta in quanto, durante la nostra permanenza, le temperature hanno raggiunto i 40°. 

Persone: devo ammettere di essere partita un po’ prevenuta. Fresca dei racconti di una coppia di amici, recentemente tornati dal Marocco, i quali mi hanno raccontato di venditori insistenti al limite del fastidio e di una continua richiesta di soldi (anche solo per fornire un’informazione), non avevo grandi aspettative. Niente di più sbagliato! Sarà una questione culturale, sarà che il turismo dopo gli attentati del 2015 ha subito una grossa contrazione e il paese si sta piano piano rialzando, saranno tante cose ma, ho trovato solo persone disponibili, gentili, mai invadenti e sinceramente interessate al benessere del turista.
Il fatto poi di viaggiare con una bambina piccola ha generato sorrisi, regali, piccole attenzioni e tanto interesse nei nostri confronti. 


Per concludere, posso affermare che é stata una bellissima prima esperienza. La città mi è piaciuta davvero moltissimo e vorrei  tornare un giorno per allargare la visita al resto del paese e visitare il Museo del Bardo.
Questo piccolo viaggio è stato inoltre per noi altamente simbolico in quanto è stato il primo “per sole donne”.
Ha fatto ovviamente male non poter condividere l’esperienza con chi non c’è più, nei momenti belli la malinconia si fa più forte. Credo però che la vita debba continuare e che vivere delle esperienze con nostra figlia sia il modo migliore per mitigare l’assenza.

È stato bellissimo vederla correre in giro e guardare affascinata tutte le novità che la circondavano, senza pregiudizi e senza paure e credo che il nostro rapporto si sia ulteriormente rafforzato.
Quando le chiedo “ti è piaciuta Tunisi?” mi risponde convinta “Tanto, tanto, tanto” e vederla felice per me è la più grande soddisfazione. 


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