<![CDATA[LABELLAAVVENTURA.COM - Long week-end]]>Mon, 21 Oct 2019 05:17:36 +0200Weebly<![CDATA[Paros: 1/17 settembre 2019, ritorno all'isola che non c'é]]>Mon, 30 Sep 2019 20:10:51 GMThttp://labellaavventura.com/long-week-end/parosFoto
Paros … un’isola che per me, per noi, ha un significato molto particolare.
È stata la meta delle nostre vacanze al mare per gli ultimi 8 anni. Un’isola che ci ha fatto innamorare, dove ci siamo sentiti a casa dal primo giorno, perfetta per le nostre esigenze e dove avremmo avuto intenzione di trasferirci definitivamente una volta raggiunta la tanto agognata pensione (…).
Le vacanze di settembre 2019 erano già state pianificate con molto anticipo, ho sempre prenotato di anno in anno, senza aspettare.
Nonostante quanto accaduto ho per cui deciso di partire lo stesso, ho sentito il bisogno di tornare ancora una volta, di salutare tante belle persone conosciute nel corso degli anni e di “chiudere il cerchio”.
Complice la mia Amica di Sempre, che ha scelto di accompagnarmi in questo viaggio, posso confermare che la scelta è stata giusta. Non ho avuto nessun nodo allo stomaco, nessuna sensazione negativa, solo il piacere di tornare, ancora una volta, nella nostra “Isola che non c’è”, della quale ora vi voglio raccontare.

Nota: sono stata molto indecisa sulla sezione dove inserire questo post: nella mia testa una vacanza balneare non può essere considerata un vero “viaggio” ma, allo stesso tempo, non è un luogo che può essere raggiunto per un breve fine settimana. Alla fine, ho scelto di inserirlo comunque nella sezione Long Week-End ma dovete tener presente che vi serviranno almeno 5 giorni. L’ideale per poterla apprezzare davvero e godere di tutte le sue bellezze sarebbe passarci una settimana.

Volo: esistono essenzialmente tre opzioni per raggiungere Paros. Le stesse possono essere combinate sulla base di tempi, costi e praticità. Al momento, non vi sono voli diretti dall’Italia e pertanto non è l’isola greca più facilmente raggiungibile (si trova al centro dell’arcipelago cicladico): 
  • Aegean Airlines - la soluzione più pratica, quella che ho scelto io da quando mi sposto con la bambina, è volare con la compagnia di bandiera greca (Milano-Atene, Atene-Paros). Puntuali, orari comodi, aeroporto di Atene ben organizzato e la comodità di non doversi trascinare dietro le valigie. Consiglio di prenotare l’intero tragitto con loro in modo da essere coperti in caso di problemi (l’anno del default ci annullarono un volo ma stabilirono un giro alternativo e ci pagarono una notte ad Atene). Purtroppo questa è anche la soluzione più costosa, i biglietti, pur prenotando con largo anticipo, hanno costi che si aggirano intorno ai 400 EUR (quasi quanto un volo per gli USA).
  • Easyjet (o altra low cost) su Mykonos + traghetto - prenotando con largo anticipo questa opzione potrebbe risultare molto più conveniente in particolare se riuscite a trovare un aliscafo lo stesso giorno del vostro arrivo (se dovete soggiornare una notte a Mykonos, una delle isole più costose, il beneficio si riduce nettamente). Per il ritorno consiglio invece di muoversi il giorno prima rispetto al volo in modo da non correre rischi (i traghetti sono spesso soggetti a ritardi o cancellazioni). La tratta in barca Mykonos-Paros dura circa 40 minuti (che con il mare mosso potrebbero rivelarsi i più lunghi della vostra vita, ma questa é un'altra storia).
  • volo su Atene e traghetto dal Pireo - la tratta in mare dura circa 3.5 ore. Le navi sono però più grandi rispetto agli aliscafi, non soffrirete il mare e i bambini avranno molto spazio dove sfogarsi (alcune sono addirittura dotate di spazi gioco). Questa è l’opzione più lunga ma potenzialmente la più economica per raggiungere l’isola (i voli delle compagnie low cost su Atene costano nettamente meno che su Mykonos).

Trasporti: che sia un motorino, un quad o una macchina, per girare l’isola e poterne godere al massimo vi servirà un mezzo di trasporto proprio. Esiste infatti un autobus che percorre tutto il perimetro ma non vi permetterà di raggiungere agevolmente tutti i punti più belli e i taxi sono invece piuttosto costosi. Il prezzo medio per un noleggio auto è di circa 35 EUR al giorno e quasi tutti gli hotel hanno un’agenzia convenzionata che vi porterà la macchina direttamente sul posto (e l’ultima sera vi basterà consegnare le chiavi alla reception).
Si può risparmiare qualcosa recandosi personalmente al porto di Parikia e sentendo le varie compagnie di noleggio. Il seggiolino per i bambini in genere è incluso nel prezzo anche se pare sia obbligatorio solo per i neonati (noi quest’anno ne abbiamo fatto a meno…).

Hotel: l’isola offre soluzioni per tutte le tasche, dagli appartamenti a 20 EUR a notte agli alberghi di alta categoria. Noi ci siamo innamorati del “Paros Bay Hotel” (​www.parosbay.com). Ormai posso dire che ogni volta è come stare in famiglia, Esther, Tula, Rita e tutti gli altri ragazzi si faranno in quattro per rendere piacevole il vostro soggiorno. L’hotel è situato un po’ fuori Parikia, su un promontorio molto esposto al Meltemi (vento tipico delle Cicladi), in una posizione spettacolare, circondato dal mare. Subito sotto troverete la piccola, ma sempre deserta, spiaggetta di Delfini e poco distante la spiagga di Parasporos (abbastanza grande, con una taverna e un beach bar). Le camere sono semplici ma pulite e funzionali e gli spazi comuni sono molto ben tenuti, in particolare la bella piscina dove si può prendere l’aperitivo godendosi la vista o cenare a buffet (16 EUR la mezza pensione). Le camere hanno un prezzo medio, 85 EUR a notte la tripla per il mese di settembre, prezzi leggermente aumentati nel corso degli anni ma sono state fatte numerose migliorie alla struttura. 

Villaggi:
  • Parikia - è il capoluogo dell’isola e, a mio avviso, il suo villaggio più bello. Si potrebbe definire quasi una piccola città. Dalla piazza principale, proprio di fronte all’attracco dei traghetti, si snoda il lungomare, lungo il quale sono allineati numerosi bar e taverne dai quali potrete godere di fantastici tramonti. Il tratto di strada viene pedonalizzato dalle 19.00 in avanti e potrete pertanto percorrerlo in tutta tranquillità raggiungendo il mulino sul promontorio nel quale troverete un piacevole bar con vista. All’interno le stradine acciottolate sono tipicamente cicladiche e sono disseminate di negozi (alcuni molto belli) e ristoranti particolari. Ammirevole anche la Panagia Ekatondapiliani, la Chiesa dalle Cento Porte. Sulla strada che porta al centro troverete alcune aree gratuite di parcheggio.
  • Naoussa - seconda “città” dell’isola situata nella parte nord. Ex villaggio di pescatori è oggi diventata meta turistica ed é molto più mondana rispetto a Parikia. Intorno al piccolo porto (molto bello e caratteristico con tante barche attraccate) troverete ristoranti, negozi costosi e locali alla moda. Architettonicamente é molto bella, una bomboniera, casette bianche con le imposte blu, bouganvillea ad ogni angolo, assolutamente niente da ridire però, anche a settembre, c’é troppa gente, ad ogni angolo si sente parlare italiano ed è ormai diventata una piccola Mykonos (complice anche il film “Immaturi 2, il viaggio”).
  • Lefkes - questo villaggio merita, secondo me, almeno una visita durante la permanenza sull’isola. Si trova nell'interno, arroccato su di un promontorio dal quale il mare e le spiagge sembrano lontanissimi. Se togliamo qualche negozio di souvenir e un paio di ristoranti potrebbe essere ancora un angolo di Grecia autentica. Percorrendo i suoi vicoli solo silenzio, gatti e il rumore delle cicale. Un luogo piacevole dove trascorrere una serata diversa, più tranquilla, e dove rubare qualche scatto fotografico niente male.
  • Piso Livadi, Dryos, Aliki - questi sono alcuni dei molti villaggi di pescatori che troverete lungo il perimetro dell’isola. Luoghi piacevoli dove trascorrere una serata, diverse possibilità di alloggio e qualche ristorante (ma niente di veramente imperdibile se avete poco tempo a disposizione).
  • Antiparos - vicinissima a Paros, più selvaggia e meno conosciuta della sorella maggiore, può essere raggiunta comodamente in traghetto da Pounta (evitate le costose gite in barca pubblicizzate al porto di Parikia). I traghetti attraccano nell’unico villaggio dell’isola, tipico paesino, molto tranquillo ma con varie opzioni dove mangiare. Può essere carino, sempre ammesso che abbiate più giorni a disposizione, passare una giornata sull’isola, girare le spiagge e fare una passeggiata nel capoluogo fermandosi a cena (i traghetti ci sono fino a sera inoltrata).

Spiagge: l’isola offre moltissime opzioni, attrezzate e non. È impensabile citarle tutte, mi limiterò pertanto a elencare quelle che, a me, sono piaciute di più. Il mare è bello ovunque anche se, a settembre, non proprio caldissimo. Unica nota dolente: i prezzi. Nei nostri primi anni di soggiorno sull’isola un set (ombrellone e due lettini) costava 7 EUR, oggi siamo, in media, a 20 EUR (25 per la prima fila) … con un po’ di attenzione la Grecia può essere ancora una meta economica ma sicuramente non più come qualche anno fa. Fatta questa premessa, ecco le mie spiagge preferite, non per forza le più famose (per esempio trovo piuttosto bruttina la tanto decantata Kolymbithres, ma è questione di gusti):
  • Martselo Beach - vicinissima a Parikia, poco dopo la spiaggia comunale di Livadia. Una lingua di sabbia bianca, mare azzurro e molto basso, ideale per i bambini. Il Paradiso Club è un beach bar gestito da George e Melina Malatestas che sono ormai diventati degli amici. Gli ombrelloni variano di prezzo in base alla fila e sono parecchi. Se però vi metterete ai lati avrete molto spazio a disposizione. Con una breve passeggiata si può inoltre raggiungere il ristorante "Arodo" dove si mangia davvero molto bene e in una posizione stupenda (una piattaforma in mezzo al mare). La spiaggia è raggiungibile anche con un taxi boat da Parikia (ogni 30’, 6 EUR a/r). È inoltre una delle poche relativamente riparate nei giorni di vento forte (e questo è un fatto non trascurabile).
  • Farangas - struttura molto modaiola, a sud dell’isola, vicino ad Aliki. Molto bella la spiaggia anche se non molto grande e mare stupendo. Lettini un po’ troppo ravvicinati ma wi-fi libero e varie opzioni per mangiare (anche di livello). Inoltre, se vi piace nuotare, con un breve tratto potrete raggiungere alcune calette incontaminate situate dietro gli scogli che circondano l’insenatura. È sicuramente una valida soluzione dove passare una piacevole giornata.
  • Golden Beach - a mio avviso la spiaggia più bella (si potrebbe anche dire oggettivamente). Lunga, con molti beach bar ma anche alcuni tratti liberi, consente delle belle passeggiate. In particolare voglio consigliare il "Blue", un locale davvero carino, in un tratto di spiaggia tranquillo e meno battuto dai surfisti. Lettini comodi, distanziati, doccia gratuita (una rarità), un bel ristorante con buona cucina (un po’ lento il servizio ma siamo in vacanza…relax). Purtroppo quest’anno abbiamo potuto passarci solo una giornata in quanto la nostra seconda settimana si è alzato il vento e questa è una delle zone più esposte (nei giorni peggiori si alza la sabbia).
  • Lageri - libera, selvaggia. Non c’è assolutamente niente, neanche un baracchino dove prendere qualcosa da bere per cui … attrezzatevi, non fate come noi che abbiamo pranzato in tre con una banana, due prugne e un pacchetto di Darvida! A parte questo la spiaggia è BELLISSIMA, lunga, mare trasparente, praticamente nessuno. Un po’ difficile da raggiungere, dovrete entrare in una stradina sulla sinistra poco prima del parcheggio della più famosa (e comunque molto bella) Santa Maria Beach. Non lasciatevi spaventare dalla strada e continuate per un paio di km tra buche e sassi, arriverete a uno spiazzo dove lasciare la macchina e, dopo qualche decina di metri a piedi, raggiungerete la vostra meta. Io non sono mai stata un’amante della spiaggia libera ma questa l’ho trovata davvero molto bella.
  • Pounda – mi sento di citare anche questa spiaggia, famosa per l’ambiente stile “Papete Beach di Milano Marittima”. In bassa stagione però diventa tranquillissima e può essere un’opzione valida per chi ha bambini in quanto dispone anche di una piscina. L’ho visitata quest’anno per la prima volta e devo ammettere che ne sono rimasta sorpresa.

Ristoranti: non è vacanza se non si mangia bene (e tanto) e la Grecia, da questo punto di vista, non delude mai. Sull’isola troverete opzioni per tutti i gusti e tutte le tasche, si va dai 35 EUR in due per una cena in taverna, ai 100 EUR (più o meno) per una cena più curata in un ristorante sfizioso. E se proprio volete andare a risparmio, il Pita Gyros sarà sempre una garanzia! Voglio citare quattro ristoranti in particolare:
  • Levantis - situato nelle stradine di Parikia, vicino ad una piccola chiesa. È il mio preferito in assoluto, negli anni ha sempre mantenuto lo stesso stile. Una piccola corte, sotto un’immensa pianta di vite. Arredamento minimal e piatti basati sulla cucina greca tradizionale ma rivisitati. Un bel servizio, attento e sorridente, senza mai eccedere. Negli ultimi anni hanno inoltre maturato una grande attenzione per i bambini (che aiuta a tenerli tranquilli).
  • Dioniysos - andare a cena dalla Signora Elena è come entrare in un giardino incantato. Elegante e romantico è ideale per una cena a due. La carta varia, in parte, tutti gli anni e ha alcune proposte interessanti, in particolare negli antipasti. Servizio un po’ lento, soprattutto per i bambini, è un posto che si può apprezzare meglio in coppia (e infatti ho ricordi di serate bellissime).
  • Taverna Paros - un po’ fuori dalle vie più centrali di Parikia, vicino alla strada che porta al parcheggio numero 4. Taverna greca verace, specializzata in piatti di carne. Prezzi irrisori e servizio cortese. Spicca per qualità rispetto alle altre taverne localizzate sul lungomare. Ci siamo tornate un paio di volte e non siamo rimaste deluse. Cenerete inoltre circondati dai gatti del quartiere che sono un fantastico diversivo per i piccoli commensali.
  • Trata - taverna specializzata in pesce. I proprietari sono ragazzi gentili e accoglienti e l’ambiente è molto carino, interamente arredato in bianco e azzurro. Si trova sulla parte di lungomare che dalla piazza principale procede verso Livadia. Abbiamo mangiato dell’ottimo pesce alla griglia, fresco e ben cucinato. Da notare che il pesce fresco in Grecia, perlomeno nelle Cicladi, si paga come in Italia, non restatene sorpresi (è una discussione che ho sentito fare spesso). È paradossale ma la cucina tradizionale cicladica, si basa più sulla carne e sulle verdure che non su quanto proviene dal mare.

Bene, spero di avervi invogliato a visitare questa splendida isola. La Grecia è un paese meraviglioso, un paese che si sta piano piano riprendendo dalla crisi e che ha sempre avuto nel turismo la sua principale risorsa. Una risorsa che sono stati capaci di sfruttare al meglio, le persone sono accoglienti e vi faranno sentire a casa.
Noi,  per qualche anno, non credo torneremo. Altri lidi ci aspettano e abbiamo chiuso il famoso cerchio, ma porteremo sempre nel cuore questa terra che ci ha sempre regalato solo ricordi belli.

E adesso davvero …. Benvenuto futuro!

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<![CDATA[Tunisi: 7/10 giugno 2019, la nostra prima Bella Avventura]]>Sun, 04 Aug 2019 19:57:21 GMThttp://labellaavventura.com/long-week-end/tunisi-7-10-giugno-2019-la-nostra-prima-bella-avventuraFoto
Dopo circa due mesi dagli eventi che hanno cambiato la mia vita ho deciso che fosse arrivato il momento di mettermi alla prova, di provare a partire da sola con la mia piccola peste (anche per fare un test in vista del famoso progetto di vita …).
A fine aprile lessi un post su Facebook di una nota giornalista/opinionista italiana (@Selvaggialucarelli) che decantava le bellezze della capitale tunisina: vicina, economica, affascinante. Le foto abbinate erano davvero invitanti e mi sono detta: perché non iniziare con qualcosa di breve e di vicino? Presto detto, presto fatto! 

Volo: ho scelto di volare con Tunisair (200 EUR a/r per persona). Non essendoci compagnie low cost lungo la tratta mi é sembrata la scelta più logica. Una volta effettuata la prenotazione ho però iniziato a leggere recensioni ed informazioni poco lusinghiere relativamente alla compagnia di bandiera tunisina. I viaggiatori parlavano di ritardi, voli cancellati e overbooking all’ordine del giorno. Ho iniziato a preoccuparmi ma,  positiva per natura, ho continuato a pensare che il nostro volo avrebbe fatto eccezione.
E invece no…una settimana prima della partenza la compagnia mi informa tramite email che il nostro volo è stato cancellato e che siamo state gentilmente spostate su quello precedente. Faccio il log-in sul sito per verificare il tutto e mi accorgo che anche il volo di ritorno è stato annullato e siamo state piazzate su quello della sera.
Ok, un bel respiro. Mi prendo un giorno di ferie e cerco di guardare il lato positivo: avremo più tempo per stare in città (ma non nascondo che ho cominciato a sentirmi ansiosa ed a condividere le mie preoccupazioni annoiando colleghi ed amici).
Arriva il giorno della partenza e tutto fila liscio, nel primo pomeriggio atterriamo a Tunisi ma parlando con gli altri passeggeri intuisco che abbiamo avuto solo una gran botta di fortuna.
La nostra buona stella ci abbandonerà infatti il giorno del rientro quando il volo partirà con tre ore di ritardo facendoci atterrare a Milano Malpensa a notte inoltrata (il tutto contornato da informazioni carenti e incertezza fino al momento dell’imbarco).
Riassumendo…se i prezzi dovessero risultare accettabili, non rischiate: scegliete un altro operatore.


Trasporti: i taxi sono molto economici (come tutto nel paese). Tenete però presente che il Dinaro tunisino non è esportabile e pertanto va cambiato in loco una volta atterrati (nel caso ricordatevi anche di cambiare nuovamente eventuali contanti avanzati prima di tornare a casa). Le vetture sono di colore giallo e possono essere fermate direttamente per strada. I tassisti attivano sempre il tassametro e non si aspettano la mancia (é buona educazione arrotondare per eccesso al Dinaro successivo). In città esiste anche una rete di tram ma, tenendo conto del fatto che molte attrazioni sono raggiungibili a piedi, personalmente non ne ho mai usufruito. Per farvi un esempio concreto delle tariffe, una corsa dal centro di Tunisi al paesino di Sidi Bou Said che dista circa 20 minuti costa meno di 30 Dinari (10 EUR). I costi salgono leggermente in caso di prenotazione del veicolo.
Per il trasferimento dall’aeroporto al centro città avevo invece predisposto il servizio transfer con il nostro hotel (
50 Dinari).
Il gentilissimo Sig.Adel (che scopro poi essere il padre della proprietaria) ci ha accolte agli arrivi e accompagnate al nostro alloggio. Durante il tragitto ha raccontato qualche aneddoto sulla città e ci ha mostrato alcuni punti di interesse tra i quali il bellissimo acquedotto di epoca romana. La periferia di Tunisi mi ha ricordato quella di molte altre città del bacino mediterraneo. La città è quasi interamente imbiancata a calce per ridurre l’effetto del sole (al nostro arrivo 35°, fortunatamente senza umidità). Lungo il tragitto dall’aeroporto siamo passati per alcuni quartieri eleganti e per la città universitaria dove spicca l’avveniristica costruzione della facoltà di ingegneria con la sua torre attorcigliata che altro non é che un minareto (scienza e religione che si fondono?!?).


Hotel: ho prenotato tramite booking.com (210 EUR tre notti) la struttura “El Patio Courtyard House” (
https://www.elpatio-tunis.com​) e mai scelta fu più azzeccata. L’hotel è un dar, una casa tipica della medina. La dimora è stata sapientemente ristrutturata ed arredata con immenso gusto. La proprietaria, Khaoula, è una giovane designer d’interni ed il suo tocco si vede: ogni pezzo d’arredamento è stato scelto con estrema cura.
L’albergo, classico boutique hotel, dispone di tre camere doppie (eleganti e dotate di ogni comfort, bagno moderno e funzionale, pulizia impeccabile). La colazione (continentale, prodotti freschi) viene servita nello splendido patio dove volendo si può anche cenare (avvisando con almeno 24 ore di anticipo). Personalmente ho scelto di sfruttare questa possibilità ed abbiamo così gustato tre ottime cene tipiche (preparate direttamente da Khaoula e da sua nonna), abbondanti, gustose, e ad un prezzo irrisorio (
40 Dinari in due per pasto). Anche mia figlia ha apprezzato notevolmente, in particolare i brik (involtini di pasta filo farciti con tonno, uova e formaggio) ed il pesce speziato al forno. Devo fare un'unica osservazione, l’hotel si trova in una zona leggermente discostata dalle vie più turistiche e, i tunisini stessi, vi diranno di fare attenzione. Personalmente non mi sono mai sentita minacciata ma non vi so dire come potrebbe essere la situazione nelle ore serali.

Cosa vedere:
  • La medina – la medina è la città antica. Dicono che quella di Tunisi sia una delle più belle e meglio conservate del Mediterraneo ma, non avendo visitato altre città del Maghreb, non posso fare un vero paragone. In ogni caso l’ho trovata davvero affascinante.
    È un luogo incantevole, fatto di vicoli tortuosi dove è bello perdersi e dove ad ogni angolo si trova uno scorcio che merita una fotografia. Una particolarità sono i portoni di legno decorati: nei tempi passati veniva data estrema importanza alla porta che era il biglietto da visita della casa in quanto era l’unico elemento visibile dall’esterno. Ce ne sono di azzurri, di blu, di gialli e sono tutti bellissimi.
     Un altro elemento affascinante delle costruzioni sono le “ganarie”, balconi di legno coperti che consentivano alle donne di scrutare la strada senza essere viste dall’esterno.
    Percorrete le strade del suk senza una meta precisa, da piazza della Kasbhah (Place du Gouverne) fino a Bab El Bahar, la Porte de France (basta procedere in discesa, da qualche parte sbucherete). Fate acquisti, fatevi “fregare” per salire sulle terrazze panoramiche (@PanoramaMedina), provate lo street food, annusate le essenze ed inoltratevi nelle vie commerciali meno turistiche dove vi sembrerà di essere capitati in un nostro mercato rionale in salsa araba. Tutto questo senza paura, con curiosità, un bel sorriso e niente più che i piccoli accorgimenti che usereste in qualsiasi altra grande città.
  • La moschea Zitouna (moschea dell’ulivo) – l'interno della moschea non può essere visitato in quanto l’accesso è consentito solo ai fedeli mussulmani. Si può però accedere al cortile (non il venerdì), con abbigliamento adeguato (capo, braccia e gambe coperte).
    Vale la pena soffermarsi qualche attimo in questo luogo, la pace ed il silenzio sono incredibili e, anche da un punto di vista architettonico, la moschea è veramente bella. Sveva si è divertita un mondo a rincorrere i piccioni (e a giocare con le fontane per le abluzioni) ed io ho potuto godermi in tutta tranquillità la serenità del luogo.
  • Avenue Bourguiba e Place 14 Janvier – dalla Porte de France parte questo lungo viale alberato dove l’influenza coloniale francese è ben visibile. Ai suoi lati vi sono numerosi caffè dove sorseggiare una spremuta di fragola o un thé nero con i pinoli (buonissimo!).
    Da un punto di vista architettonico potrete ammirare il teatro municipale e la cattedrale di San Vincenzo de Paoli. A me ha ricordato un po’ Buenos Aires, alcuni scorci li ho trovati simili all’Avenida 9 de Julio e al quartiere della Recoleta (che effettivamente gli argentini chiamano “la piccola Parigi”). Il viale termina in Place 14 Janvier (Piazza dell’orologio). Trovo che sia interessante e piacevole fare una passeggiata lungo questa strada in modo da avere un colpo d’occhio sulla città nuova.
  • Sidi Bou Said – questo paesino non ha bisogno di molte presentazioni. Si trova a venti minuti di taxi dalla capitale ed è un piccolo gioiello, giustamente pubblicizzato su tutti i cataloghi della Tunisia. Strade acciottolate, case bianche e blu, il tutto arroccato sul pendio di una montagna con vista sul mare. Fatevi lasciare dal taxi nel punto più alto, perdetevi un po’ per le sue strade, pranzate in uno dei tanti caffè con vista (noi abbiamo optato per il "Cafè des Delices", ottima vista, cibo senza infamia e senza lode) e poi iniziate la discesa lungo la strada che porta al mare. Abbiamo anche passato un paio d’ore sulla piccola spiaggia ma questo è stato forse il momento meno piacevole, l’ho trovata infatti molto sporca (ma mia figlia ormai voleva fermarsi…). Peccato, sarebbe un posto da valorizzare e da promuovere.
  • La Marsa – quartiere elegante ad un quarto d’ora di taxi dal centro.  Abbiamo trascorso un paio d’ore gironzolando tra il mercato centrale (piccolo ma “autentico”) e la lunga spiaggia. In seguito abbiamo fatto una passeggiata a piedi per il quartiere, ammirando delle bellissime ville bianche ricoperte di bouganvillea, fino al ristorante "Le Golfe" (legolfe.net), di alto livello, direttamente sulla spiaggia e arredato con gusto. Abbiamo pranzato con pesce fresco e speso, per la tipologia di locale, un prezzo che in Europa potremmo solo sognare (124 Dinari, circa 40 EUR in due).
  • Museo del Bardo e siti archeologici di Cartagine – queste sono due delle attrazioni più famose di Tunisi. Entrambe si trovano fuori dal centro e vanno raggiunte con un taxi. Purtroppo non le ho potute visitare e non posso dare un parere diretto ma vanno sicuramente citate nella lista delle cose da non perdere in città. Il Museo (tristemente noto per gli attentati del 2015) conserva una delle più belle collezioni di mosaici di epoca romana (programmate la visita … non fate come me, il lunedì è chiuso!). Il sito archeologico invece non l’ho visitato per scelta in quanto, durante la nostra permanenza, le temperature hanno raggiunto i 40°. 

Persone: devo ammettere di essere partita un po’ prevenuta. Fresca dei racconti di una coppia di amici, recentemente tornati dal Marocco, i quali mi hanno raccontato di venditori insistenti al limite del fastidio e di una continua richiesta di soldi (anche solo per fornire un’informazione), non avevo grandi aspettative. Niente di più sbagliato! Sarà una questione culturale, sarà che il turismo dopo gli attentati del 2015 ha subito una grossa contrazione e il paese si sta piano piano rialzando, saranno tante cose ma, ho trovato solo persone disponibili, gentili, mai invadenti e sinceramente interessate al benessere del turista.
Il fatto poi di viaggiare con una bambina piccola ha generato sorrisi, regali, piccole attenzioni e tanto interesse nei nostri confronti. 


Per concludere, posso affermare che é stata una bellissima prima esperienza. La città mi è piaciuta davvero moltissimo e vorrei  tornare un giorno per allargare la visita al resto del paese e visitare il Museo del Bardo.
Questo piccolo viaggio è stato inoltre per noi altamente simbolico in quanto è stato il primo “per sole donne”.
Ha fatto ovviamente male non poter condividere l’esperienza con chi non c’è più, nei momenti belli la malinconia si fa più forte. Credo però che la vita debba continuare e che vivere delle esperienze con nostra figlia sia il modo migliore per mitigare l’assenza.

È stato bellissimo vederla correre in giro e guardare affascinata tutte le novità che la circondavano, senza pregiudizi e senza paure e credo che il nostro rapporto si sia ulteriormente rafforzato.
Quando le chiedo “ti è piaciuta Tunisi?” mi risponde convinta “Tanto, tanto, tanto” e vederla felice per me è la più grande soddisfazione. 


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